Lo Shincha Kabusecha Saemidori è il primo tè della stagione, raccolto secondo l'antica saggezza dell'Hachijūhachi 八十八, l'ottantottesimo giorno dopo Risshun, l'inizio della primavera nel calendario giapponese — il momento che la tradizione indica come il più propizio per cogliere le foglie nuove.
Nasce dalla cultivar Saemidori, una delle più amate in Giappone per il suo aroma rotondo e avvolgente, dolce, quasi privo di astringenza. È una pianta che non sa aspettare: germoglia con una settimana d'anticipo rispetto alle altre cultivar, e proprio per questo trova nel clima mite di Kyūshū la sua casa naturale, lontano dai rigori del freddo che non saprebbe tollerare.
Come tutti i tè verdi di maestro Tomizawa, anche questo è un Tamaryokucha: la foglia secca si presenta arrotolata e morbidamente arrotondata, mai affilata a forma di ago come nella lavorazione più diffusa altrove. È una scelta che affonda le radici nella tradizione di Sonogi, nella prefettura di Nagasaki, ma che Tomizawa ha fatto propria con convinzione, perché questa lavorazione, ottenuta con un macchinario diverso, custodisce meglio la dolcezza e l'intensità vegetale della foglia.